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2-06-2026

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Come evitare di finire in un buco nero: i 5 motivi principali per cui dovresti stipulare un accordo di convivenza

Da un sondaggio condotto da Resolution nel 2017 è emerso che due terzi delle coppie conviventi credono erroneamente che esistano leggi sul “matrimonio di fatto” in materia di divisione dei beni.

La realtà per le coppie non sposate è che, in effetti, non esiste una figura giuridica di ‘convivente’ e, sebbene ciò possa sorprendere molti, è una situazione fin troppo familiare per gli avvocati che si trovano a dover affrontare coppie in conflitto che non sono sposate.

I contratti di convivenza consentono alle coppie non sposate di stabilire come gestire i propri redditi e beni durante la relazione e in caso di separazione. A differenza delle coppie sposate, non esiste una normativa specifica che disciplini la gestione dei beni delle coppie non sposate in caso di separazione. Questa significativa lacuna legislativa rappresenta un vero e proprio buco nero sia per il cliente che per l'avvocato. 

Purtroppo, quando una relazione tra due conviventi sta volgendo al termine, l'assenza di una normativa adeguata espressamente pensata per questa situazione può spesso causare ulteriore sconforto.

 Le coppie sposate beneficiano della legge sulle cause matrimoniali del 1973 (Matrimonial Causes Act 1973), il che significa che i giudici dei tribunali della famiglia dispongono di un ampio potere discrezionale e di una serie di poteri quando si tratta di prendere decisioni in merito alla ripartizione dei beni coniugali. Per replicare questo tipo di tutela, un accordo di convivenza può affrontare alcune questioni simili: ecco i nostri cinque motivi principali per stipulare un accordo di convivenza. 

  1. La casa di famiglia

Qualsiasi avvocato specializzato in trasferimenti immobiliari chiederà ai clienti che acquistano un immobile in comproprietà quali saranno le loro quote individuali nell'immobile e consiglierà ai proprietari che, idealmente, tali quote dovrebbero essere indicate in un atto di fiducia. 

Ma cosa succede se l'intestazione legale dell'immobile è a nome di una sola persona, mentre il partner contribuisce al rimborso del mutuo e alla manutenzione dell'immobile? È possibile evitare future controversie definendo fin dall'inizio, per iscritto, il valore giuridico – o meno – dei contributi finanziari apportati dalla persona che non è proprietaria all'abitazione familiare.

Un contenzioso oneroso ai sensi della legge del 1996 sui trust fondiari e sulla nomina dei trustee (che costituisce la normativa applicabile in caso di controversia in questo scenario) rappresenta un'opzione decisamente meno allettante per qualsiasi coppia qualora il proprio rapporto si sia purtroppo deteriorato.

  1. Regali – Definire in che modo verrebbero distribuiti i regali alle parti come coppia dovessero essere distribuiti qualora la relazione non dovesse andare a buon fine; un chiaro accordo tra le parti su come tali doni potrebbero essere distribuiti in caso di separazione contribuirà a evitare che entrambe le parti si ritrovino a girare a vuoto.
  2. Definire gli impegni per quanto riguarda gli aspetti più pratici della vita quotidiana. Ad esempio, un accordo di convivenza può stabilire l'importo che ciascuno di voi dovrà versare per il mutuo, le bollette e altri impegni finanziari. Consentirebbe inoltre di specificare chi sarà responsabile dei debiti e simili. Concordando questi aspetti in anticipo, si riduce il rischio di disaccordi in futuro.
  3. Accordi relativi ai figli sono di fondamentale importanza in caso di rottura di una relazione. È decisamente preferibile raggiungere un accordo su: il mantenimento dei figli; con chi vivranno i figli in caso di separazione; la frequenza con cui l'altro genitore potrà vedere i figli; eventuali disposizioni particolari a loro favore, piuttosto che affrontare discussioni difficili una volta che il rapporto si è deteriorato.
  4. Risparmia denaro e stress. È decisamente preferibile discutere con calma all'inizio di una relazione e mettere per iscritto alcuni principi condivisi, piuttosto che ritrovarsi coinvolti in litigi stressanti e potenzialmente costosi in un secondo momento, quando la relazione è ormai giunta al termine.

A meno che e fino a quando il Parlamento non colmi la grave lacuna normativa relativa alla separazione delle coppie conviventi (e non sembra che ciò possa avvenire a breve), un accordo di convivenza rappresenta una saggia misura preventiva per evitare di cadere in questo buco nero.

In assenza di un accordo di questo tipo, una coppia può trovarsi in una situazione che, pur non essendo colpa di nessuno, può comportare costi elevati per la sua risoluzione. Noi di RFB LLP assistiamo i nostri clienti con calma e sensibilità, aiutandovi a trovare la soluzione legale più adatta alle vostre esigenze. Contattate oggi stesso il nostro team cordiale.

Di Bik Wong, avvocato associato 

Il nostro team è a vostra disposizione per qualsiasi domanda. Contattate Bik Wong al numero 020 7613 7112 o via e-mail.

(Nota bene: questo articolo è stato originariamente pubblicato sul nostro precedente sito web e viene fornito solo a scopo informativo generale. Sebbene rifletta la situazione giuridica al momento della stesura, la legge potrebbe essere cambiata dopo la pubblicazione. Per una consulenza aggiornata e personalizzata, contattate il nostro team).

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