Le procure permanenti in materia patrimoniale e finanziaria conferiscono ai procuratori ampi poteri per la gestione dei beni del mandante. Tuttavia, come spiega Katharine Whittingham, il recente caso Chandler contro Lombardi conferma che tali poteri non si estendono necessariamente alla concessione di donazioni.
Data: 28 gennaio 2022
Le procure permanenti in materia patrimoniale e finanziaria conferiscono ai procuratori ampi poteri per la gestione dei beni del mandante. Tuttavia, come spiega Katharine Whittingham, il recente caso Chandler contro Lombardi conferma che tali poteri non si estendono necessariamente alla concessione di donazioni.
Il caso Chandler contro Lombardi riguarda una donatrice che nel 1993 aveva redatto un testamento in cui lasciava la propria abitazione in parti uguali ai suoi quattro figli. Una delle figlie è stata successivamente nominata sua procuratrice sia per gli affari patrimoniali e finanziari che per la salute e il benessere.
Nel 2016 la donatrice si era incontrata con gli avvocati in due occasioni, durante le quali aveva espresso le proprie intenzioni riguardo all'immobile, sebbene in entrambe le occasioni fosse presente anche la figlia.
In quella prima occasione, la donatrice comunicò al notaio di voler trasferire metà della proprietà alla figlia. Il notaio nutriva alcune riserve riguardo all'accettazione di tali istruzioni e alla fine rifiutò di agire in tal senso.
Il mese successivo, si è recata presso uno studio legale diverso per aggiornare il proprio testamento. Nel verbale dell'incontro è stato riportato che desiderava che la figlia ricevesse la proprietà alla sua morte. Tuttavia, non è stata apportata alcuna modifica al testamento, nonostante il medico di base avesse confermato di ritenerla in grado di redigere un nuovo testamento.
Dopo la registrazione della procura, la figlia si è rivolta a un avvocato in merito alla proprietà dell'immobile, affermando che la donatrice aveva espresso il desiderio che le fosse trasferita in cambio delle cure e dell'assistenza da lei fornite. Nel giugno 2018 ha firmato un atto di trasferimento dell'immobile a nome congiunto suo e di sua madre avvalendosi della procura. A quel punto, la donatrice non avrebbe più avuto la capacità di effettuare la donazione autonomamente.
Il figlio del donatore ha contestato la validità del trasferimento. Il donatore è deceduto prima dell'udienza dinanzi all'Alta Corte, durante la quale il giudice ha stabilito che il procuratore non aveva né il potere né l'autorità di donare una quota dell'immobile. Il trasferimento è stato dichiarato nullo e l'immobile è tornato a far parte del patrimonio del donatore.
Il giudice ha sottolineato che gli avvocati hanno poteri molto limitati nel fare donazioni per conto dei donatori nell'ambito delle procure permanenti. Il Mental Capacity Act 2005 consente agli avvocati di fare donazioni a parenti e altre persone legate al donatore solo in occasioni consuete, quali compleanni e matrimoni, e solo qualora il loro valore sia ragionevole in relazione all’entità del patrimonio del donatore. Il tribunale non ha ritenuto che il trasferimento di metà della proprietà soddisfacesse tali condizioni.
Se il donatore ha la volontà e la capacità di effettuare una donazione, nulla gli impedisce di farlo personalmente, anche se un avvocato sta già gestendo i suoi beni e i suoi affari finanziari.
Qualora il donatore sia incapace di intendere e di volere e un procuratore ritenga che sia nel suo interesse effettuare una donazione che esula dai limiti dell’autorità conferitagli ai sensi del Mental Capacity Act 2005, il procuratore può presentare istanza alla Corte di tutela affinché emetta un’ordinanza che autorizzi l’effettuazione della donazione. La figlia ha sostenuto di non essere a conoscenza della necessità di presentare una richiesta al tribunale e di non essere stata informata in merito dal legale incaricato del trasferimento. Ciò non è stato ritenuto una scusa ragionevole.
Al momento della sottoscrizione di una procura permanente, il procuratore dichiara di comprendere il proprio dovere di agire nel rispetto dei principi del MCA 2005 e del Codice di condotta relativo al Mental Capacity Act. È quindi sua responsabilità assicurarsi di averne compreso appieno il significato.
Se un avvocato effettua una donazione per conto di un donatore in virtù dei poteri previsti dal Mental Capacity Act 2005, è importante conservare una documentazione chiara che indichi la data, il destinatario e il valore della donazione. Tali informazioni potrebbero dover essere fornite all’Ufficio del Tutore Pubblico nel caso in cui, in un secondo momento, venisse contestata la validità della donazione.
Se avete bisogno di consulenza in materia di donazioni o desiderate redigere una procura permanente per questioni immobiliari e finanziarie o per la salute e l'assistenza, oppure presentare una richiesta al Tribunale di tutela, il nostro dipartimento Clienti privati sarà lieto di assistervi. Potete contattare il nostro team all'indirizzo PrivateClient@rfblegal.co.uk