Sebbene negli ultimi anni la percentuale di persone che redigono il proprio testamento sia diminuita, l'offerta di risorse online che invitano a redigere un ‘testamento fai da te’ rimane ampiamente accessibile.
Il recente caso di Ingram e Whitfield contro Abraham [2023] sottolinea i rischi legati alla redazione fai-da-te e i fattori che potrebbero portare a contestare la validità di un testamento.
Ingram e Whitfield contro Abraham [2023]: sintesi e conclusioni del tribunale
In Ingram e Whitfield contro Abraham [2023] Due figli hanno cercato di contestare la validità del testamento della loro defunta madre, redatto nel 2019, che designava il fratello di lei come principale beneficiario del suo patrimonio, mentre l'unica altra disposizione riguardava la donazione della sua collezione di libri alla cognata. Il testamento non prevedeva alcuna disposizione a favore dei figli, che erano stati gli unici beneficiari nel precedente testamento redatto nel 2008.
Data la notevole differenza tra i due testamenti, il tribunale ha dovuto valutare le circostanze che avevano spinto la defunta a diseredare i propri figli nel 2019.
È emerso chiaramente che la defunta aveva chiesto al fratello di aiutarla a redigere un nuovo testamento e che lui aveva utilizzato un modello online. Il fratello ha testimoniato in tribunale che le istruzioni definitive della sorella (sia verbali che tramite messaggi di testo ed e-mail) erano che lei desiderava che lui ricevesse l’intero patrimonio e che, una volta finalizzato il testamento, lo avevano rivisto insieme prima che lei lo approvasse definitivamente e lo sottoscrivesse alla presenza del suo inquilino e del suo vicino come suoi due testimoni.
Nella sua sentenza, il tribunale ha rilevato una serie di elementi che hanno destato sospetti.
Il fratello si è rifiutato di fornire, quando richiesto dal tribunale, tutte le prove relative ai messaggi di testo e alle e-mail scambiati con la sorella in merito al suo testamento.
In nessun momento il fratello ha inviato via e-mail o consegnato alla sorella una bozza del testamento affinché la esaminasse prima della firma.
Quando i testimoni del testamento hanno riferito in merito alla sua firma, le loro testimonianze sono risultate incoerenti quando è stato chiesto loro per quanto tempo fossero rimasti con il defunto e dove si trovassero nel momento in cui il testamento è stato firmato.
Il nome della defunta era stato scritto in modo errato più di una volta nel testamento e, se lo avesse letto attentamente come le aveva suggerito il fratello, probabilmente se ne sarebbe accorta e gli avrebbe chiesto di redigere una versione corretta.
Il tribunale ha stabilito che, date le circostanze, il testamento del 2019 fosse nullo a causa della mancanza di conoscenza e approvazione da parte della madre e che il suo patrimonio sarebbe stato quindi distribuito secondo i termini del testamento del 2008. Ha concluso che la defunta non aveva intenzione di diseredare i propri figli nel 2019, ma piuttosto di garantire che suo fratello, in qualità di esecutore testamentario e amministratore fiduciario, dividesse il suo patrimonio in parti uguali tra i suoi due figli. Il tribunale ha ritenuto che il fratello avesse assunto un ruolo attivo nell'indurre in errore la sorella circa l'effetto del testamento che aveva preparato per lei.
Il criterio giuridico relativo alla ‘conoscenza e approvazione’ di un testamento
Uno dei requisiti di legge affinché un testamento sia valido è che il testatore ne conosca e ne approvi il contenuto.
Il test stabilito nel caso di Gill contro Woodall [2010] rimane il principale punto di riferimento per valutare la consapevolezza e l'approvazione. In breve, il testatore deve comprendere il contenuto del proprio testamento e gli effetti delle sue disposizioni al momento della firma.
Se un testamento è stato redatto da un professionista, è molto più probabile che chiunque intenda far valere il testamento riesca a dimostrare che il defunto ne conoscesse e ne approvasse il contenuto. Il professionista avrebbe fornito consulenza sui termini del testamento e sui suoi effetti e ne avrebbe verificato la comprensione prima della firma definitiva. Ciò è di fondamentale importanza quando la persona che redige il testamento è cieca, analfabeta o non ha l'inglese come prima lingua, poiché in tal caso dovrebbe affidarsi a qualcun altro che gli legga e gli spieghi il testamento.
Una riflessione sulla redazione dei ‘testamenti fai da te’
La legge non impedisce a nessuno di redigere il proprio testamento e una persona può scegliere di farlo se ritiene che questa sia l'opzione più rapida ed economica. Esiste tuttavia un rischio maggiore che il testamento venga ritenuto non valido dopo la morte, sia perché è stato redatto in modo errato, sia perché vi è motivo di ritenere che il testatore non abbia compreso appieno l'effetto delle sue clausole, o sia stato costretto da una terza parte.
Sebbene gli onorari richiesti da un professionista specializzato nella redazione di testamenti superino inevitabilmente il costo di un kit fai-da-te, ciò garantisce al testatore una tranquillità ben maggiore riguardo alla distribuzione del proprio patrimonio secondo le sue volontà. Il redattore ha il dovere nei confronti del cliente di garantire che i termini del testamento riflettano accuratamente le volontà del testatore e, di norma, verrà redatta una nota contestuale contenente le istruzioni fornite dal testatore e le ragioni di eventuali divergenze rispetto a testamenti precedenti. Il professionista deve inoltre accertarsi che il testatore conosca e approvi il contenuto del testamento, abbia la capacità necessaria per redigerlo e agisca di sua spontanea volontà, oltre a garantire che sia redatto correttamente. Un testamento redatto da un professionista può quindi essere considerato un investimento, soprattutto se rapportato al tempo e ai costi di un contenzioso.
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Se state pensando di redigere un testamento o di aggiornare quello esistente, il nostro reparto Clienti privati, sempre pronto ad assistervi, sarà lieto di aiutarvi. Potete contattarlo all'indirizzo PrivateClient@rfblegal.co.uk.
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- Autrice della notizia: Katharine Whittingham