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Ingiunzioni di congelamento: I ritardi e l'obbligo di una comunicazione completa e trasparente

9-04-2024

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Che cos'è un'ingiunzione di congelamento?

Le ordinanze di sequestro conservativo costituiscono uno strumento efficace per salvaguardare i beni in attesa della risoluzione delle controversie. Esse impediscono ai convenuti di dissipare o alienare i beni, tutelando in tal modo la capacità del ricorrente di dare esecuzione a qualsiasi sentenza che venga infine ottenuta. Tale provvedimento può avere un impatto estremamente destabilizzante per i convenuti e può potenzialmente causare un danno finanziario significativo. I tribunali non impongono tali restrizioni ai convenuti senza una valida ragione e, allo stesso modo, non lo fanno quando sussiste una valida ragione per non farlo. 

Provvedimenti di sequestro conservativo: rischio di dissipazione dei beni e ritardi

Uno dei requisiti fondamentali è che sussista il rischio di una dissipazione dei beni o, più precisamente, di una disposizione ingiustificata, che renderebbe tali beni inaccessibili al ricorrente e impedirebbe l'esecuzione di una futura sentenza. Se il richiedente non è in grado di dimostrare l'esistenza di tale rischio, è probabile che il tribunale respinga la richiesta di un provvedimento di sequestro conservativo.

Un ostacolo significativo che i ricorrenti devono spesso affrontare è il ritardo nella presentazione della domanda. Tale ritardo indebolisce qualsiasi argomentazione relativa al rischio di dissipazione dei beni, in particolare se il convenuto è già a conoscenza di una potenziale azione legale, ad esempio dopo lo scambio di corrispondenza preliminare. 

I ritardi possono quindi rappresentare un ostacolo significativo per queste richieste e, qualora si verifichino, è importante che la questione venga affrontata e risolta in modo adeguato. Ciò è particolarmente importante nei casi in cui la richiesta venga presentata (come spesso accade) senza preavviso e, di conseguenza, il richiedente abbia l'obbligo di fornire informazioni complete e veritiere.  

L'esperienza di RFB nella gestione delle ordinanze di congelamento

Lo studio RFB è stato recentemente incaricato di seguire un caso in cui il nostro cliente, l'attore, intendeva ottenere il risarcimento di ingenti somme nei confronti di tre convenuti, a seguito di una sofisticata frode.  

Gli imputati hanno fornito numerose rassicurazioni e promesse di restituzione dei fondi che non hanno mai avuto seguito e hanno rilasciato diverse dichiarazioni false e fuorvianti volte a consentire l'ulteriore sottrazione illegale di fondi a danno dell'attore. 

RFB è stata incaricata e ha inviato lettere di pre-contenzioso a ciascuno dei convenuti. I convenuti hanno assunto un atteggiamento evasivo e si sono rifiutati di affrontare in modo concreto la richiesta, avanzando invece ulteriori accuse infondate nei confronti dell'attore. 

Il ricorrente ha avviato un procedimento e ha presentato istanza, senza preavviso, per il congelamento dei beni dei convenuti. A quel punto, tuttavia, erano già trascorsi due anni dal verificarsi della frode.

Qual è il problema del ritardo?

Nel decidere se concedere un provvedimento di sequestro conservativo, il tribunale deve accertarsi di due elementi: 

  1. Che il ricorrente abbia un “una tesi ben argomentata”; e
  2. Esiste il rischio che una sentenza non venga eseguita a causa di una gestione non corretta dei beni.

Per quanto riguarda il primo requisito, l’espressione “un caso che possa essere validamente difeso” viene interpretata in senso ampio. In Broad Idea International Ltd contro Convoy Collateral Ltd [2021] UKPC 24, Lord Leggat ha descritto il requisito come segue: 

“…un caso in cui sussistano validi motivi per ottenere una sentenza o un provvedimento che disponga il pagamento di una somma di denaro, esecutiva o che diventerà esecutiva mediante il procedimento giudiziario”

Non è necessario che la richiesta abbia tutte le carte in regola per essere accolta, né che abbia più probabilità di essere accolta che di non esserlo; tuttavia, un caso che sia solo discutibile non è sufficiente. 

Per quanto riguarda il rischio di dissipazione dei beni, il ricorrente deve dimostrare l'esistenza di un rischio reale, valutato oggettivamente, che una futura sentenza non possa essere eseguita a causa di un'indebita disposizione dei beni. Il rischio di dissipazione deve inoltre essere comprovato da prove concrete. 

È proprio in questi casi che i ritardi possono diventare problematici. È ormai assodato che qualsiasi indicazione di un rischio di dissipazione del bene si indebolisce in presenza di ritardi da parte del richiedente. 

Per quanto riguarda gli effetti del ritardo, la giurisprudenza ha stabilito i seguenti principi fondamentali:

  1. Il semplice fatto che vi sia stato un ritardo nella presentazione della richiesta di provvedimento di sequestro conservativo non implica, di per sé, l’assenza di rischio di dissipazione. Se il giudice, sulla base di altre prove, ritiene che sussista un rischio di dissipazione, dovrebbe emettere il provvedimento, nonostante il ritardo, anche se alla fine con esso venissero sequestrati solo beni limitati.
  2. La motivazione alla base di un provvedimento di sequestro conservativo risiede nel rischio che una sentenza rimanga insoddisfatta o risulti di difficile esecuzione a causa della dissipazione o dell’alienazione dei beni. In tale contesto, l’ordinanza di divulgazione dei beni, emessa di norma a corredo di un provvedimento di sequestro conservativo, costituisce un aspetto importante del provvedimento richiesto per determinare se i beni siano stati dissipati e, in tal caso, quale ne sia stata la sorte, agevolando la successiva esecuzione di qualsiasi sentenza.
  3. Anche se il ritardo nella presentazione della domanda dimostra che il ricorrente non ritiene sussista un rischio di dissipazione, questo è solo uno dei fattori da valutare nel decidere se concedere l'ingiunzione richiesta.

Sebbene un ritardo possa certamente indebolire la posizione del ricorrente, alcune considerazioni strategiche possono attenuarne l'impatto. 

Superare i ritardi: un approccio strategico

In questo caso, la richiesta del ricorrente era volta in via prioritaria al congelamento dei beni del primo convenuto. Inoltre, il ricorrente ha chiesto anche un'ingiunzione di conservazione, in via aggiuntiva o in via alternativa, nei confronti dei fondi depositati sul conto bancario del primo convenuto, al fine di impedire qualsiasi operazione e garantire che il saldo del conto non scendesse al di sotto del valore delle somme sottratte al ricorrente.

Qualora il ricorrente richieda un provvedimento inibitorio in materia patrimoniale, il tribunale non gli imporrà di dimostrare l’esistenza di un rischio di dispersione dei beni. Nei casi in cui si sia verificato un ritardo da parte del ricorrente, la richiesta di un provvedimento inibitorio in materia patrimoniale volto a preservare i beni del ricorrente rappresenta un’utile alternativa. 

Per quanto riguarda l'elemento di originalità della domanda del ricorrente, ciò significava anche che la soglia minima stabilita in American Cyanamid Co contro Ethicon Ltd [1975] UKHL 1 — “una questione seria da sottoporre a giudizio” — applicata al primo criterio, anziché alla soglia più elevata di un “caso ben argomentabile”.”

Oltre a moderare la richiesta e a limitare la portata del provvedimento, il ricorrente ha anche sottolineato il comportamento fraudolento e disonesto dei convenuti. È giurisprudenza consolidata che, qualora sussista una valida argomentazione a sostegno dell’accusa che il convenuto abbia agito in modo fraudolento o disonesto, spesso non è necessario che vi siano ulteriori prove del rischio di dissipazione affinché il tribunale sia autorizzato a ritenere che sussista un rischio sufficiente a giustificare la concessione del provvedimento richiesto. 

Nessuna comunicazione? L'obbligo di informativa completa e trasparente

Un elemento fondamentale delle istanze presentate senza preavviso è l’obbligo di piena e sincera divulgazione. Quando un’istanza viene presentata senza preavviso, il richiedente deve comunicare tutti gli elementi rilevanti ai fini della decisione del tribunale in merito alla concessione dell’ordinanza. Ciò in quanto, in assenza di preavviso, al convenuto viene negata la possibilità di rispondere all’istanza e di opporvisi in udienza. Tale obbligo si estende alle questioni di fatto e di diritto rilevanti, anche se tali questioni sono sfavorevoli al richiedente.

In questo caso è stato importante che RFB e il legale del ricorrente non abbiano evitato di affrontare la questione del ritardo. Tale questione è stata segnalata al giudice e sono state presentate osservazioni in merito al ritardo e ad altre eccezioni o questioni su cui il convenuto avrebbe potuto, in teoria, cercare di basarsi per opporsi alla richiesta. 

L'obbligo di fornire informazioni complete e veritiere e di garantire una corretta rappresentazione dei fatti è di fondamentale importanza. Il mancato rispetto di tale obbligo consente alle parti convenute di impugnare l'ordinanza e può comportare sanzioni pecuniarie. In National Bank Trust contro Yurov e altri [2016] EWHC 1991 (Comm) Il giudice Males ha osservato che, in caso di omissione intenzionale o di occultamento di informazioni rilevanti, la prassi generale prevede probabilmente l'immediata revoca dell'ordinanza. In particolare al paragrafo 9.

“… ma se avessi riscontrato un’omissione o un’occultamento intenzionale di tale materiale, ciò avrebbe costituito di per sé un motivo molto valido per revocare l’ordinanza di sequestro conservativo e l’avrei fatto, nonostante gli altri fattori che, a mio avviso, giustificavano ampiamente l’emissione di tale ordinanza. A mio avviso, questa sarà in linea di massima la posizione da adottare.”

In questo caso, il ricorrente ha esposto in modo adeguato i fatti e le argomentazioni giuridiche, sia a sostegno che a sfavore della domanda. 

Il risultato

Alla fine, il Tribunale ha ritenuto che il comportamento dei convenuti costituisse una prova sufficiente del rischio di dissipazione dei beni e, nonostante il ritardo, ha concesso sia l'ordinanza di sequestro conservativo nei confronti del primo convenuto sia l'ordinanza di sequestro dei fondi depositati sul conto bancario del primo convenuto. 

Una volta ricevuti gli estratti conto bancari, è risultato evidente che il secondo e il terzo convenuto si erano arricchiti a spese del ricorrente; pertanto, alla data della nuova udienza è stata accolta un'ulteriore istanza volta all'emissione di provvedimenti di sequestro conservativo a livello mondiale nei confronti di tali convenuti. 

Questo caso mette in luce una problematica comune che può presentarsi a chi richiede un provvedimento di sequestro conservativo e che, se non gestita in modo adeguato, può spesso rivelarsi determinante. È importante valutare le ragioni del ritardo e spiegare perché, nonostante tale ritardo, il tribunale dovrebbe comunque ritenere che sussista un rischio sufficiente di dissipazione del patrimonio. 

In alternativa, se il ritardo rischia di compromettere irrimediabilmente la tesi secondo cui sussiste un rischio di dissipazione, occorre valutare se un provvedimento inibitorio possa anch'esso offrire al ricorrente una tutela adeguata. 

Il team contenzioso di RFB è in grado di fornire una consulenza competente in questo complesso settore del diritto e vanta una comprovata esperienza nel conseguire risultati per i propri clienti, sia che si tratti di ottenere questo tipo di provvedimento, sia di opporsi alle relative richieste. 

Per una consulenza specialistica o per qualsiasi richiesta, vi preghiamo di contattare Jack Bassett via e-mail all'indirizzo j.bassett@rfblegal.co.uk o Rudi Ramdarshan su r.ramdarshan@rfblegal.co.uk o chiamare 0207 467 5763.

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